Le arti marziali tradizionali cinesi

Il T'ai Chi Ch'üan, che originariamente era soprattutto una parte di autodifesa, fa parte della grande famiglia delle arti marziali tradizionali cinesi. Queste nel loro insieme possono essere chiamate in molti modi diversi, quali per esempio:

  • Kung Fu: questa espressione difficilmente traducibile sta a indicare degli esercizi che richiedono energia, dedizione e che vengono eseguiti con abilità.
  • Wu Shu: tecniche marziali.
  • Wu I: arti marziali.
  • Kuo Shu: tecniche nazionali.
  • Chung Kuo Ch'uan: boxe cinese.

Kung fu è il nome più popolare in Occidente ed è molto utilizzato anche a Hong Kong. Nella Repubblica popolare cinese il termine ufficiale è Wu Shu, mentre a Taiwan si usa più spesso l'espressione Kuo Shu.

Le arti marziali tradizionali cinesi sono state suddivise nei seguenti due grandi gruppi:

  • Wai Chia o "sistema esterno". È costituito dall'insieme degli stili esterni, il principale dei quali si chiama Shao Lin Ch'üan.
  • Nei Chia o "sistema interno". È costituito dall'insieme degli stili interni più importante dei quali è il T'ai Chi Ch'üan.

Sono state scritte molte inesattezze a proposito di queste denominazioni. Per esempio alcuni pensano che il termine "interno" significhi esoterico si riferisca pertanto a un insegnamento segreto, riservato a pochi adepti. La parola "esterno" significherebbe invece essoterico e si riferirebbe a un insegnamento aperto, almeno in teoria, a tutti. Altri pensano che le parole esterno e interno siano state adottate perché Bodhidarma, ritenuto (a torto) il fondatore dello Shao Lin Ch'uan, era uno straniero ossia proveniente dall'"esterno", mentre invece Chang San Feng, il mitico creatore del T'ai Chi Ch'üan era cinese e quindi "interno". Vi è infine chi pensa che la parola esterno sia dovuta al fatto che un tempo per studiare lo Shao Lin Ch'üan era necessario vivere in un monastero lasciando per lunghi anni la propria casa (e quindi andando all'esterno), cosa non necessaria per lo studio degli stili interni.

In realtà gli stili esterni sono stati chiamati così perché in essi si evidenziano anzitutto delle caratteristiche esteriori (velocità, vigore fisico, acrobazia, etc), mentre invece gli stili interni hanno adottato questo nome per l'importanza da essi attribuita alle caratteristiche interiori (energia interna, energia mentale, etc).

La suddivisione tra Wai Chia e Nei Chia fu determinata da un preciso motivo storico, ed è piuttosto artificiosa perché anche negli stili esterni le caratteristiche interiori sono ritenute di grande importanza, mentre nelle applicazioni marziali degli stili interni non si rifugge certo dall'uso di tecniche vigorose e dinamiche. Forse più giusto affermare che nel Wai Chia si inizia dall'esterno per arrivare all'interno, mentre nel Nei Chia si inizia dall'interno per arrivare all'esterno. 

Tratto da "Corso di T'ai Chi Ch'üan" (Chang Dsu Yao e Roberto Fassi)